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1463–1537

556

Antonio Tebaldeo

Qual Zeusi, Apelle, o qual pictor più degno, sì ben ritratte mai de uno huom figura? Qual Prasitel mai finse in petra dura imagine più vera col suo ingegno?

Come Amor dentro al pecto il bel disegno m'impresse de costei, che in sepultura spinse Morte crudele, acerba e dura, sol per monstrar sua forza e non per sdegno.

Nel cor più che mai viva la conservo; né speri indi Fortuna mia scaciarla, sin che non torna in polve ogni mio nervo. E se in le carthe mie posso ritrarla,

viverà anchor più cha fenice e cervo, né longo tempo mai potrà disfarla.

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556 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove