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1463–1537

554

Antonio Tebaldeo

Spesso dice conscienza: “Huomo infelice, a che tanto seguire una che è morta? Ciecho, non vedi il vento che via porta le tue parole e che sperar non lice?”

Conosco che gli è ver quel che me dice, ma Amor me stringe e tanto mi transporta che mi convien seguir questa via torta, avendo inanti un corso più felice.

Imputato sia Amore, altro non posso: Amor mi sforza e di vergogna spesso nel viso agiazo, impalledisco e arosso. Ond'io certo comprendo e veggio expresso

che sol per morte io fia da lui riscosso: ché chi più fugge Amor, più li va apresso.

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