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1463–1537

553

Antonio Tebaldeo

Che non fa Morte infin? che non disolve? Quel che era a' giorni nostri un Marte in guerra, e fe' di sé tremare ciel e terra, hor giace al basso e facto poca polve.

Morte crudele a suo piacer ce involve, e ogni mortal con la sua falce aterra, in le sue forcie è quanto il mondo serra; e ogni huom che nasce in terra se risolve.

Hor che giova acquistar con l'arme in mano terre, homini, paesi, oro et argento, e far col sangue human largo guadagno? Alfin siam nulla e, come fumo e vento,

passa la vita; ogni pensiero è vano, e son tutte nostre opre un fil di ragno.

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553 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove