Se vero è che Orpheo col suo dolce canto
trahesse de l'oscure e infernal' porte
la desïata e sua cara consorte
che la avea in terra già gran tempo pianto,
hormai dovrebe ai versi e al longo pianto
placarse la crudele e acerba Morte;
ma ognhor la vedo più constante e forte
e più sorda si fa quanto più canto.
Vero è che in me non è l'ornato stile
che in Orpheo se trovò, né quel dir terso,
né cussì dolce lyra a me risponde;
ma il pianto che per gli occhi a terra verso
non sol dovria la Morte farme humìle,
ma quel dur sasso che madonna asconde.