Chi più infelice mai, chi più contento
di me visse? Che loco più beato
ebbe huomo al mondo? Chi più acerbo stato?
Chi più letitia mai? chi più tormento?
Trovammi in cielo e in terra in un momento,
fui rico a un tracto e d'ogni ben privato
da quella che ha il suo albergo colocato
in vetro, in rena, in foglia, in acqua e in vento.
O vita nostra cieca che se pasce
di sogno e d'ombra, e al fumo se trastulla!
Quanto meglio seria morire in fasce,
ché, chi ben pensa, questo mondo è nulla.
E dir se pò felice chi non nasce
e felice chi mor fanciullo in culla.