Quel petto che non mosse hydra e l'arpia,
il tauro, il fier leone audace e forte,
Cerber, le furie e le tartaree porte,
né mai se torse per Fortuna ria,
indecente e vil cosa a te seria
che se piegasse per sì poca sorte,
avendoti un figliol tolto la Morte,
quantunque il gran dolore aspro ti sia.
Non volger dal camin la salda mente:
se non in te, signor, convien spechiarte,
che sei più d'altri asai forte e prudente.
Disperso hai il tuo sceme in ogni parte:
restava il cielo, al qual mandi al presente
questa pura alma che hoggi se disparte.