A pena nacqui, a pena me vedisti!
Dato te fui, sì presto te fui tolto
e del terrestre carcere disciolto,
lassando il breve riso e i giorni tristi.
Non bisogna però che tu te atristi,
ché buono è un fructo inanti il verno acolto;
e più securo è un legno al porto volto,
cha quei che son ne l'onde involti e misti.
Duolme che mai non ti conobi vivo,
se non per nome, al qual sempre fui desto
chiamare insino a morte e a l'ultima hora.
Prendi conforto e legi quel ch'io scrivo:
chi giovene, chi vecchio, o tardi, o presto,
ogni huom che nasce alfin convien che mora.