Spesso in insogno a consolar mei guai
torna quella che al mondo era mia scorta,
e cum dolce parole mi conforta
dicendo: “Hormai non più, ché hai pianto assai,
misero, a che il mio ben piangendo vai?
Rafrena il gran dolor che ti transporta”.
Rispondo io: “Se vui seti viva o morta,
ditime per l'amor ch'io ve portai”.
“Io vivo e tu sei morto, ella me dice,
seguendo il mondo e Amor fallace e cieco;
e sol per tua pietà dal ciel mi movo”.
Alhor son lieto e nel mio mal felice;
inde mi sveglio e, come fosse meco,
per abraciarla corro e nulla trovo.