Che hai facto, Morte despietata e acerba,
col tuo importuno e rapido furore:
aver tolto da terra il più bel fiore
che cum tua falce mai secasti in herba?
Hor non potevi, indomita e superba,
trarci a un colpo ambedui fuor di dolore?
Ma godi il corpo e portane l'honore,
ché il ciel de lei la miglior parte serba.
L'alma, che poco teme di toa guerra,
levata è a vol di questo carcer fora,
lassando il frale e corruptibil velo.
E poiché meco star non puote in terra,
per tua cagion malvaggia, io spero anchora
viver cum seco più felice in cielo.