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1463–1537

528

Antonio Tebaldeo

Miseri nui, che siamo? Chi hoggi vive è diman morto, e l'huom non è quel che era da una hora a l'altra: ecco costei che her sera fu nosco, et hora è in ciel fra l'alme dive.

O gente stolte e d'intelletto prive ch'amano il mondo e chiunque che in lui spera alfin trova sua speme fragil cera, ché tutti siam per gire a l'altre rive.

Una volta a ciascun morir conviene, non si sa il quando, e però stare attento ogni huom dovrebbe al colpo de la Morte. La morte è grave e più l'eterne pene;

ogni piacer terren s'importa il vento e nostre voglie son fallace e corte.

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528 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove