Gionta era armata con sua falce in mano
Morte, che ogni terren vel rompe e scorza.
“Del mondo hai trïumphato, hora me è forza,
disse costei, ch'io te rimetta al piano”.
E lei rispose: “Il tuo pensier è vano,
ché poco contra me val la tua forza:
trïumphi non di me, ma de mia scorza
e l'arme verso me tu prendi invano”.
Parlava, e gli occhi soi coperse un velo;
Bellezza et Honestà facevan guerra,
e l'alma e il corpo insieme al departire.
Le due che mai non morno andoro al cielo,
lassando l'altre due caduce a terra:
o fin felice, o raro e bel morire!