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1463–1537

524

Antonio Tebaldeo

Gionta era armata con sua falce in mano Morte, che ogni terren vel rompe e scorza. “Del mondo hai trïumphato, hora me è forza, disse costei, ch'io te rimetta al piano”.

E lei rispose: “Il tuo pensier è vano, ché poco contra me val la tua forza: trïumphi non di me, ma de mia scorza e l'arme verso me tu prendi invano”.

Parlava, e gli occhi soi coperse un velo; Bellezza et Honestà facevan guerra, e l'alma e il corpo insieme al departire. Le due che mai non morno andoro al cielo,

lassando l'altre due caduce a terra: o fin felice, o raro e bel morire!

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524 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove