Se mai lieto e felice al mondo io vissi, hora da lamentar sempre m'avanza e veggio ben che in vento e in acqua scrissi. Rotto è ogni mio pensiero e la speranza,
poi che Morte crudel, spietata e dura dimostrato ha in costei sua gran possanza, costei ne la qual pose ogni sua cura il ciel, le stelle e gli elementi tutti,
che fo spechio e miracol di natura. Mai non serano gli occhi mei più asciutti, ma sempre lacrymosi, humidi e bassi, e per continuo pianto fien destrutti.
E poi ch'io ho perso il tempo, gli anni e i passi, andrò piangendo la mia dura sorte per boschi, selve, per montagne e sassi. Né restarà mia voce in chiamar Morte,
né mai la lingua mia di lamentarse, sin che non m'apre le tartaree porte. E pria vedrem del giorno nocte farse, il corso a l'acque e il lume al sol fia tolto,
vedrem la terra e il ciel prima mutarse, che mai possa scordarmi del bel volto, de' soi dolci acti e angelici costumi, sin che 'l mio corpo in polve fia disciolto.
Né mai porrò in oblio quei chiari lumi, quelle increspate chiome e crine d'oro, per cui convien che in pianto me consumi; e le labre rosate e il bel lavoro
di quelle bianche perle insieme agionte, che a rimembrarle anchor languisco e moro; l'acorte sue parole e quella fronte ch'avea forza scaldare un marmo vivo,
ove d'Amor sofersi tante ponte. E bench'io sia di sua presentia privo, io l'odo anchora, anchor parla cum meco e son cum lei s'io dormo, veglio o scrivo.
Né pò Fortuna far ch'io non sia seco, come io fui sempre, né mai far potria se ben scampasse più cha 'l vecchio greco. E Morte ognhor contraria più me sia
e tenga il suo bel corpo in terra morto, ché in me sempre una fede e un voler fia. E hor certo son che del mio grave torto fra sé stessa si dole e dal ciel vede
le pene che per lei portai e porto. E poiché a' pie' del Signor nostro sede, sper di trovare al mio longo servitio, se non in terra, in ciel qualche mercede.
Né volsi mai, né voglio altro iuditio cha lei medesma a cui chiaro è il mio stato, che fo d'ogni mio mal cagione e initio. E se madonna il mio servir fidato
vorà giudicar drito, io tengo certo che per amore anchor serò beato e per mio premio fiemme il cielo aperto.
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