Vedo che più te inforzi, o crudel sorte,
contra di me per darme il disfavore,
né mai mostrasti segno alcun d'amore,
a lo affanno sì, che vien per vie torte.
Rechiude ormai le fiere e crude porte
che pena più non senta né dolore,
qual tanto mi spaventa che 'l sudore
ognor più m'avicina de la morte.
Deponi ormai, ti prego, e l'arme e i sdegni,
non più turbar queste ossa e l'alma mesta:
ché tempo ben seria che in ciel i segni
tu rivolgesti in mio favor e festa:
quanti ne fai goder che sono indegni!
Mira se gli è vergogna manifesta!