Quelli medesmi cibi il tuo marito
ha da mangiar con nui, onde li dèi
prego, se ponno in ciel li preghi mei,
che questo a lui sia l'ultimo convito;
e che in veneno il vin sia convertito,
e le carne in serpenti atroci e rei
che gli smembreno il capo, il collo e i pèi:
tal ch'io il veggia a la mensa tramortito.
Né più di Tereo fortunato sia
che mangiò i figli, over d'Erisitone;
che la fame condusse a sorte ria.
Over nasca fra nui la questïone,
che già fu tra centauri, ch'io seria
il primo a far de lui ocisïone.
Ogni gran destructione
vorrei veder de lui io:
exaudi lo e il sogno mio.