Chiara è la fama tua e la mia è oscura,
la mia descende e la tua in alto sale,
la mia sta per mancar, la tua è immortale:
ché de morte virtù poco se cura.
E perhò meglio il tuo parlar misura
quando me scrivi più: ch'io non son tale
qual pensi, né mia lima tanto vale
che emendar possa tua docta scriptura.
Al suon de le tue rime l'ardir persi
e di risponder stetti in pensier vario,
sì largo è il fonte de la tua eloquenza.
No è a Pistoia in tutto il ciel contrario:
ché se subiecta l'ha facta a Fiorenza,
non vòl che ceda a lei de ingegni tersi.