Hor mira come il ciel, l'acque e la terra
ridon del suo Factor che d'aspra morte
tornato è in vita et ha rotte le porte
del tetro regno ove Pluton si serra.
Giorno salubre e fin di nostra guerra,
tu ne drizasti a la superna corte,
ché prima eran le vie smarite e torte
e la celeste fe' spenta sotterra.
Tu de carcer trahesti i padri santi
ch'eran stati nel Limbo oscuro e tristo
molti e molti anni con lamenti e pianti.
Di te più lieto dì mai non fu visto,
ché Idio fece hoggi, con trïumpho e canti,
de l'human sceme, che era perso, aquisto.