Non disïò mai tanto alcun nochiero,
sbatuto da Fortuna, andare in porto,
né pregioner che tema d'esser morto,
mai ebbe di campar tal desidèro,
quanto io bramo quel giorno il quale, io spero,
darà a la vita mia pace e conforto,
e il giogo mi trarà che al collo io porto
per quel bel viso a me cotanto fiero.
Cussì expectando fugge il tempo leve
e vo, ch'io non m'aveggio, a l'ultime hore:
che cosa è più del viver nostro breve?
Ma purché servi a me la fede Amore,
non curo: ché felice dir si deve
chi adempie il suo desio e doppo more.