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1463–1537

509

Antonio Tebaldeo

Certo iusto è il Signor superno e divo: iustitia è in ciel benché non corra in fretta, lento è il suo passo e il loco e il tempo e chi pecca è punito, o morto o vivo.

Quello occhio, de cui tanto in carte io scrivo, che ognhor m'abaglia, strugge, arde e saetta, che hor quello, hor questo ocider se diletta, già quasi è spento e del suo seggio privo.

Forse parà ad alcun che tanta pena non merti l'occhio ch'è benigno e humano, ma tale humanità di fraude è piena. Inteso ha il cielo il tradimento strano

che gli amanti, con vista alegra, mena, in forza del dur core aspro e villano.

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509 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove