Morte importuna, Morte empia e rapace,
di farme guerra sei tu satia anchora?
Già il caro padre mi togliesti et hora
la madre tolta m'hai, sola mia pace.
Se mia rüina pur tanto te piace,
perché anchor me de vita non trai fuora?
Deh, vieni! Il tuo tardar m'aflige e acora,
ché senza questi dui viver me spiace.
El non me incresce già la lor partita,
anci d'ogni suo ben prendo diletto;
ma duolme che con lor non m'hai rapita.
Io ti perdono, Morte, ogni dispetto,
purché disciolta io sia da questa vita,
ché altro ch'a pianto mai qui non expetto.