Caro el mio animaleto, tu andrai
a la nemica mia e starai seco.
Deh, potes'io cangiar lingua con teco,
se ben parlar già non dovesse mai!
Chi meglio gli potria dir li mei guai,
sendo tu giorno e note usato meco.
Altro compagno, poi che restai teco,
non ebbeno i mei affanni e tu lo sai.
Ma poiché i cieli, a me contrarii e adversi,
non permiton tal gratia in mio favore,
al collo porterai questi tre versi:
“A te mi manda chi te diede il core,
dona, e ricorda a te suoi giorni persi,
lui t'ama, il scio: non ama, anci si more”.