Con quella pura fe', con quello amore
che amate me, con quel medesmo vi amo:
quel che di me bramate, di voi bramo,
e a un cenno vostro l'alma vive e more.
E se la lingua mia comisse errore,
le formate parole indrieto chiamo.
So ben che col parlar mio non v'infamo,
e se la lingua errò, non errò il core.
Se per voi vivo tristo o vivo lieto,
e s'io vi porto o no nel cor scolpita,
io stesso il so, non altri, il mio secreto.
Virtüosa beltade ognor me invita
a servirve; non altro: il resto acquieto.
Basta che avete in man mia morte e vita.