Hor veggio ben che in aquila non scese
a rapir Ganymede in Ida Giove,
e chi udirà quel che a dubbiar mi move
dirà che è fittïon chiara e palese;
ché non una, ma mille e mille prese
forme averebbe inusitate e nove
per questo Ursin, da le cui ciglia piove
fiamma, onde son le più fredde alme accese.
Spesso, mentre il gran fabro al dur martello
inteso è per formar a Giove il strale,
Venere fugge e a vagheggiar vien quello.
Con pace il dico, non l'haver a male
Cupido, Ursin di te non è men bello:
ché d'occhi vince te, se 'l vinci de ale.