Udiste, Marco, quanto lamento era,
quanti torrenti uscîr de gli occhi, quanti
del petto sospir' gravi a molti amanti
al dipartir di quella bella schiera.
Hor s'acorgem quanto è folle chi spera
in cose incerte e, come naviganti
venuti a terra, gli altrui legni erranti
vedem per l'onda tempestosa e nera.
Voi caval sete da portar il lume
al cieco mondo e non d'aver soggetta
la spalla al carro d'un lascivo nume.
Non vi è de gir al ciel la via interdetta,
ché avete come Pegaso le piume
e da voi fonte non minor se expetta.