Fugga, rivolto al sasso onde deriva,
Sorga, e nascosto stia de invidia e sdegno,
ché un novel lauro, assai del suo più degno,
orna del Tever la soperba riva.
Godi, tu che eri di speranza priva,
Roma, ché, essendo un sì honorato legno
nato fra tante tue rüine, è segno
che il valor torna, che già in te fioriva.
E quel che fa che tanta gloria io creda
è ch'io lo veggio ad una altiera e grande
quercia congiunto et irsene al ciel seco.
Onde non sol vittoria e ricca preda
promette a te, ma al mondo infermo e cieco
la bella età, cui cibo eran le giande.