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1463–1537

453

Antonio Tebaldeo

Dioneo, a cui vagar diletta e piace, mosso da l'ale a molte belle imprese, giunto era nel felice e bel paese là dove il Po di sé doi corni face.

Quivi fermato, il fier arco e la face ai rami d'un altier faggio sospese e il corpo molle su l'herbetta stese, sospinto da stanchezza a prender pace.

Glaucia, che errando per l'ombrose selve vinto da sonno grave il fanciul vide, l'arco li tolse et a Dïana il diede. Da indi in qua, non sol le fiere belve,

la casta dea, ma ancor gli homini ocide e de dui archi armata andar si vede.

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453 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove