Famosi colli, che sì amici lumi
del ciel aveste già, ché fiorita era
in voi ogni pianta glorïosa e altera,
aridi fatti e pien de sterpi e dumi,
rinverdiranno homai vostri cacumi!
Né l'Ariete né il Tauro primavera
vi apporta, ma il Leon, quel per cui spera
tornare il mondo al suo primo costume.
Vostro fia quanto il mar bagna e circonda:
ché l'Orsa madre il carro li impromette,
Laurentio padre, l'honorata fronda.
Se 'l regno vostro in tanta altezza stette,
perché una lupa ebbe al poggiar seconda,
ragione è che più da un leon se expette.