Mondella mio, se ben m'acorgo, vai
fuggendo de ritrar mia donna in carte,
parendo a te che mal far possa l'arte
quel che non fe' più la natura mai.
Non recusar, ché se a quel segno andrai,
veggio sopra i pittor' prisci exaltarte.
Né biasmo arai mancando in qualche parte,
ché in cose grandi aver voluto è assai.
Sai che senza il suo lume io vengo meno:
se da te non fia expresso il mio bel sole,
una vera pietà fia expressa almeno.
Io l'opra adorarò, sia come vòle:
seben è a Lui dissimile, non meno
l'imagine de Dio da nui si cole.