Quel falso lusinghier che in foco e in giaccio
tenuto m'avea un tempo e, dopo perso,
ancor mi prese, e a madonna converso,
disse: “Di questo servo un don ti faccio”.
Essa che in ferro i piedi, il collo e il braccio
me vide e giunto a caso sì perverso,
diemme il capel spogliando l'aureo e terso
crin, dove còrre Amor se vòl un laccio.
Pianse Amor contristato di tal atto,
come chi in governar non ha misura,
dal senso folle, e non da ragion tratto.
Ella, che sa de' servi la natura,
donando a me la libertade, ha fatto
me servo più che pria, sé più sicura.