Phaella mio, tu vedi con che inganni
questo Amor lusinghier ne mena al fine
e come, quando par che s'avicine,
più s'aretra la meta de gli affanni.
Perso, che mi vergogno, avem de gli anni
il meglio in seguitar nostre rüine.
Cerchiam seguir un che dopo le spine
ne dia le rose e ne ristori i danni.
Questo averem da quel che in croce messo
esser volle per noi: Lui sol conosco
a' suoi non fallir mai quel che ha promesso.
So ben che te fia duro e amaro tòsco
sveller la pianta che t'ha il cor oppresso;
ma tu il pòi far, s'el faccio io che ge ho un