Se 'l bosco, de che ognhor scrivo e favello,
prese ha purpuree, inusitate spoglie,
simil vermiglio da natura toglie:
sangue innocente d'uno amante è quello;
ché, poi che ha ben il pharetrato augello,
in stratiar il cor mio, satie sue voglie,
stanco ritorna a quelle amate foglie,
che non ritrova nido alcun più bello.
Onde quei sacri e glorïosi ligni,
tocchi dal corpo suo, ch'è sangue tutto,
ricevon macchie e fannonsi sanguigni.
Ma mai non ve era quel colore indutto
se, come il sangue mio sopra quei ligni
porta, portasse Amor anche il mio lutto.