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1463–1537

436

Antonio Tebaldeo

Se 'l bosco, de che ognhor scrivo e favello, prese ha purpuree, inusitate spoglie, simil vermiglio da natura toglie: sangue innocente d'uno amante è quello;

ché, poi che ha ben il pharetrato augello, in stratiar il cor mio, satie sue voglie, stanco ritorna a quelle amate foglie, che non ritrova nido alcun più bello.

Onde quei sacri e glorïosi ligni, tocchi dal corpo suo, ch'è sangue tutto, ricevon macchie e fannonsi sanguigni. Ma mai non ve era quel colore indutto

se, come il sangue mio sopra quei ligni porta, portasse Amor anche il mio lutto.

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436 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove