Da quel giorno infelice e da quella hora
che nel bosco mi fu teso l'inganno,
doe diverse stagion' ferme in me stanno,
dentro ho la primavera e il verno fuora:
coprise il crin di neve e il cor se infiora.
E quanto più bella ombra al petto fanno
le piante che là giuso il pie' preso hanno,
più il verno il volto afflige e discolora.
Né maraviglia è se Tristezza induce
Primavera consueta alegrar sempre:
ché Amor e non Natura la conduce.
Che abbia pur quanto vòl perfette tempre,
come Amor se ne fa ministro e duce,
cosa alcuna non è che non si stempre.