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1463–1537

433

Antonio Tebaldeo

Da quel giorno infelice e da quella hora che nel bosco mi fu teso l'inganno, doe diverse stagion' ferme in me stanno, dentro ho la primavera e il verno fuora:

coprise il crin di neve e il cor se infiora. E quanto più bella ombra al petto fanno le piante che là giuso il pie' preso hanno, più il verno il volto afflige e discolora.

Né maraviglia è se Tristezza induce Primavera consueta alegrar sempre: ché Amor e non Natura la conduce. Che abbia pur quanto vòl perfette tempre,

come Amor se ne fa ministro e duce, cosa alcuna non è che non si stempre.

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433 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove