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1463–1537

432

Antonio Tebaldeo

L'amplo lago e il bel monte e il fiume ameno, de salutifere aque i larghi fonti, gli archi, l'amphitheatro, i quattro ponti, il fertil d'ogni cosa almo terreno,

gli alti palazzi, il ciel sempre sereno e tanti antichi e novi ingegni pronti fanno, Verona mia, che in fama monti. Ma altro è che più mi fa di stupor pieno:

un bosco, extremo sforzo di Natura. Ne l'altre hai par, sol questa excelsa e degna opra del primo loco te assicura. Patria non expettar che a te più vegna:

qui viver vo', qui aver la sepoltura; né vo' che il rogo mio sia d'altre legna.

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432 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove