Perché l'acerba età rude e novella
fa che a snodar la lingua atto non sono
e ch'io ho un confuso e non distinto suono,
per me l'inchiostro e la carta favella.
Sapi che a te me invia l'alma Isabella;
de la spada che ho cinta ti fa un dono
e del folle suo error chiede perdono,
ché sa che degno sei de opra più bella.
A Baccho l'uva, a Cerere si dànno
le biade, a te, che sei de l'arme idio,
lancie, spade, elmi e scuti si confanno.
Amala, che ama te, so il suo cor io
che in ventre gli habitai ben quasi un anno:
io non direi menzogna al padre mio.