Non sì bel mai del letto il sol levosse
quando è più il ciel seren, né mai l'aurora,
come veggio uscir voi, cara Leonora,
dopo l'aspre di febre e gran percosse.
Più bianchi i zigli e più le rose rosse
son de che il viso vostro si colora,
più terso il crin, né credo mai che ancora
sì sfavillante il dolce lume fosse.
Onde chiaro è che sete opra perfetta,
come lo or che al martel più bel diviene
e più fin quanto in foco più se getta.
Io che Amor in passion continua tiene,
perché materia son bassa e imperfetta,
mostro al color le mie gravose pene.