Prendi, che n'hai cagion, lugubre manto,
stracciati il viso e l'aurea chioma bella,
misera Cytherea. Lucretia, quella
in cui s'affaticò Natura tanto,
già di beltà ti tolse il pregio e il vanto,
et hor ha in ventre, che è peggior novella,
un che la face, l'arco e le quadrella
torrà al tuo figlio e a gli amatori il pianto.
Dinanzi a gli occhi un chiaro specchio aranno
questi iniqui mortal' che han regno in terra,
vedendo un dio perir perché è tyranno.
E se gli è donna quel che in lei si serra,
che no 'l credo io, non però fuggi affanno,
ché hor una et alhor due ti faran guerra.