Che giova a una alma esser constante e fida?
Ecco, dopo cotanti acerbi guai,
per premio, ingrata, un ferro empio mi dài:
che altro il ferro che guerra e sangue grida?
Non lo porgesti a me perch'io recida
i legami che al core avolti me hai,
ché incider non si pòn, crudel, tu il sai:
questo è un dir chiaramente ch'io me ocida.
Ma qual parte di me potrò ferire,
che non sia tocca d'amoroso strale?
Nessuna è che si possa intiera dire.
Pur ferirommi e se non fia mortale
il colpo, incolpa te, ché sì al soffrire
avezzo m'hai, che più non sento il male.