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1463–1537

412

Antonio Tebaldeo

Che giova a una alma esser constante e fida? Ecco, dopo cotanti acerbi guai, per premio, ingrata, un ferro empio mi dài: che altro il ferro che guerra e sangue grida?

Non lo porgesti a me perch'io recida i legami che al core avolti me hai, ché incider non si pòn, crudel, tu il sai: questo è un dir chiaramente ch'io me ocida.

Ma qual parte di me potrò ferire, che non sia tocca d'amoroso strale? Nessuna è che si possa intiera dire. Pur ferirommi e se non fia mortale

il colpo, incolpa te, ché sì al soffrire avezzo m'hai, che più non sento il male.

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412 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove