Quanto è d'Amor la legge iniqua e dura,
che forza me è seguir chi me tien morto,
chi ciascun giorno mi fa ingiuria e torto,
e contento restar de chi me fura!
Amo chi brama ognhor mia sepultura,
e a chi me spreza reverenza porto;
correr conviemme in scoglio, essendo in porto,
et aver più d'altrui che di me cura.
Ben fu troppo Natura empia e perversa
a' miseri mortali a porli sopra
un fanciul che iustitia tien summersa!
Ché, non avendo lui con che il se copra,
si gode altri spogliare e, perché ha persa
la vista, in far ciascun ceco s'adopra.