Skip to content
1463–1537

408

Antonio Tebaldeo

Io vidi il sole e la mia donna a una hora sopra dui carri uscir del suo soggiorno, e doppio a gli mortai nascere il giorno: mai sì sereno non fu il ciel anchora.

La ceca Notte ben temette alhora di non poter mai più qui far ritorno e piena di stupor volgeasi atorno, perché a dui soli inanzi era l'aurora.

Né il ver mai scorger seppe; e pur dovea scorgerlo presto, ché l'un, come sòle, dava al mondo splendor, l'altro l'ardea. E chi guardar ben a gli effetti vòle

d'ambedui lor, dirà che un carro avea per auriga Phetonte e l'altro il sole.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
408 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove