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1463–1537

406

Antonio Tebaldeo

Beltà, che sì s'aprezza in corpo humano, quanta noia ne apporte il tuo figliolo! Fede ne fa quasi d'un lume solo simil fatto a Philippo et a l'Affricano:

ché a l'alato fanciul parendo strano di non vincer costui se non al volo, mosso da sdegno e disperato duolo, drizzò a quel loco una sforzata mano.

Guardal ben, Isabella, e non sol lui, ma anchor te, che non men la bella diva invidia te, che il suo figlio costui. E l'alma acqueta di sua pace priva,

pensando a me, che offeso nel cor fui: senza occhi è alcun, non senza cor che viva.

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406 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove