Spesso si suol mutar fortuna e il vento,
spesso a un nochier si cangia il tempo irato,
et io sempre mi trovo il mar turbato
e per me in cielo ogni pianeto è spento.
Chi vive in grave affanno e longo stento
spesso in un punto si suol far beato,
sempre io fui fermo in un medesmo stato,
né vissi un'ora mai lieto e contento.
Ma se pur il ciel vòl che in tanta guerra
amando, ardendo alfin per costei mora,
e consente al mio mal l'impia Fortuna,
a che camino tanto sopra terra?
Ormai esser vorei di vita fora,
che di due morte io moro, e non sol d'una.