“Io venni, vidi, vinsi” scrisse il forte
roman, quando vittoria in Ponto ottenne;
similemente a te, Cesare, avenne
il giorno che te aperse Urbin le porte.
Ma il ciel, che te destina miglior sorte
e vòl che abi a volar più salde penne,
oprò sì che ribello a te divenne:
ché spesso fa che un mal seco un ben porte.
Novellamente, senza andarli, senza
vederlo, senza alcun campo, l'hai preso:
più è far col nome che con la presenza.
Non merta mal chi t'ha giovando offeso:
vinto hai Cesare in arme, hor in clemenza
vincilo, ché tal laude è de più peso.