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1463–1537

394

Antonio Tebaldeo

Per mostrar quanta forza i soi lumi hanno e che non men splendor di Phebo rende, costei, che di beltà col ciel contende, coperta stassi sotto oscuro panno.

Ché, come da le nubi che vi vanno intorno per ombrarlo ei si diffende, così la donna mia luce e risplende in veste che assai più tenebra fanno.

Over perché ella è morte a gente molta, il corpo suo di color fosco ha cinto, ché Morte in gonna tenebrosa è involta. E se le fosse honor l'avermi vinto,

io direi che per me tal spoglia ha tolta ch'io son il roco augel di nero tinto.

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