Zephyro torna e de fior' novi e nove
fronde ogni prato, ogni arbor se riveste,
ridono le campagne, ma più queste
per te, leggiadro fior non visto altrove.
Nascer ne la miglior stagion ti trove,
né già potevi in altra, ché e tempeste
e neve e giel fuggon, qualhor l'honeste
luci colei che ti produsse muove.
Ove Borgia si mostri, eterna è l'herba
né fu, se il verno tauro ha per insegna
la casa sua, del ciel senza grande arte.
Vivi! Vedrem la dea che in Cypro regna
errar, credendo ne l'etade acerba
che tu sii Amor, ne la robusta, Marte.