Skip to content
1463–1537

388

Antonio Tebaldeo

Non creder, Signor mio, se te fia scritto che il mal con che tu mi lasciasti in corte abbia le membra mie robuste morte, ma l'essermi il venir teco interditto.

Il fiero sdegno e l'acerbo despitto che il mal debil trovaro il fecer forte. Se spento sotto te m'avesse Morte, era di me mille e mille anni ditto.

Come desdice ad huom chiaro in battaglia su le piume finir il vital corso, così a dextrier famoso in su la paglia. Serba in memoria mia la sella e il morso;

e se a te non mi giova, almen mi vaglia aver dato al tuo sol più volte il dorso.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
388 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove