Skip to content
1463–1537

383

Antonio Tebaldeo

Questo sasso ti do, non già a la fede coperchio, che maggior pietra vorebbe, ma al corpo tuo che a pena un palmo excede, Borgetto, al cui morir viver me increbbe.

Ben simil fusti a chi il nome te diede: né tu par can, né Borgia huomo par hebbe. Ucise il venen lui come si crede, te il ferro, onde arrossir Marte devrebbe.

Almen fosse immortal di te l'interno, ché anchor ti rivedrei; non più riceve cani quel regno lucido e superno. Qui posarai sin che la spoglia greve

depono, ch'io ti voglio al sonno eterno compagno come io t'ebbi al sonno breve.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
383 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove