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1463–1537

375

Antonio Tebaldeo

Non credo più che il rhodopeio legno virtù avesse a placarte, acerba Morte, hor che sei stata a sì dolci occhi forte, che spesso a' più fier' tygri han tolto il

Era di gratia un sì bel pianto degno: né sol meritò Antonia il suo consorte aver da te, ma di spezzar le porte e impetrar quanti n'hai dentro al tuo regno.

Non te ricorda quante volte bella parer ti fe', che oscura e horribil sei, dandoti albergo dentro a' soi begli occhi. Se ti mosse il guadagno, almen anco ella

avessi tolta, ché serebbe ai dèi una sola alma, a te dui corpi tocchi.

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