Non credo più che il rhodopeio legno
virtù avesse a placarte, acerba Morte,
hor che sei stata a sì dolci occhi forte,
che spesso a' più fier' tygri han tolto il
Era di gratia un sì bel pianto degno:
né sol meritò Antonia il suo consorte
aver da te, ma di spezzar le porte
e impetrar quanti n'hai dentro al tuo regno.
Non te ricorda quante volte bella
parer ti fe', che oscura e horribil sei,
dandoti albergo dentro a' soi begli occhi.
Se ti mosse il guadagno, almen anco ella
avessi tolta, ché serebbe ai dèi
una sola alma, a te dui corpi tocchi.