O benigno atto! Io t'avea il cor proferto,
tu, non avendo il tuo, non lo volesti.
E, refiutando, accorto mi rendesti
de l'inganno de Amor finto e coperto,
che, non sacio del mal che ho già sofferto,
mi pose inanzi i toi bei vaghi, honesti
lumi e me disse: “Fate servo a questi,
ché 'l servir tuo non serà senza merto”.
Stimasti più che te la cortesia:
cosa incredibil perché, essendo priva
de alma, potevi viver con la mia.
Se d'un misero il prego al cielo arriva,
prego che intiera torni come pria,
o caro abbia il tuo spirto chi te 'n priva.