S'io mi credessi che sì nobil sangue,
sì excellente beltà degnasse amarme,
vedreste in dir de voi sì pronto farme
che ogni poeta rimarebbe exangue.
Ma qualhor penso a mia bassezza, langue
speranza, e lei fuggendo fugge il carme.
Né altrimenti il valor sento mancarme
che se a caso calcassi il frigido angue.
Che fa gran cose far se non la spene?
Pur ardirei, se vi era data in sorte
bellezza sola: il sangue è che me tiene.
E perché in finger son le donne accorte,
prego, fuggitel voi, ché non conviene,
per far utile a sé, dar altrui morte.