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1463–1537

372

Antonio Tebaldeo

S'io mi credessi che sì nobil sangue, sì excellente beltà degnasse amarme, vedreste in dir de voi sì pronto farme che ogni poeta rimarebbe exangue.

Ma qualhor penso a mia bassezza, langue speranza, e lei fuggendo fugge il carme. Né altrimenti il valor sento mancarme che se a caso calcassi il frigido angue.

Che fa gran cose far se non la spene? Pur ardirei, se vi era data in sorte bellezza sola: il sangue è che me tiene. E perché in finger son le donne accorte,

prego, fuggitel voi, ché non conviene, per far utile a sé, dar altrui morte.

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372 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove