Piange l'agricoltor, sospira e geme,
se le biade o le vite da tempeste
percosse vede o d'altra cosa infesta,
perché quello anno de l'inopia teme.
Et io non curo manchi il succo o il seme:
tal danno il viver mio nulla molesta.
Quando madonna di guardarme resta,
alhor doglia infinita il mio cor preme,
ché del suo lume sol mi pasco e vivo.
Posta ha in quello Natura il mio alimento
soave sì che ogni altro cibo ho a schivo.
E tal virtute ha questo nutrimento
che un sguardo sol me tien più giorni vivo,
né per gran copia mai satio mi sento.