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1463–1537

363

Antonio Tebaldeo

Piange l'agricoltor, sospira e geme, se le biade o le vite da tempeste percosse vede o d'altra cosa infesta, perché quello anno de l'inopia teme.

Et io non curo manchi il succo o il seme: tal danno il viver mio nulla molesta. Quando madonna di guardarme resta, alhor doglia infinita il mio cor preme,

ché del suo lume sol mi pasco e vivo. Posta ha in quello Natura il mio alimento soave sì che ogni altro cibo ho a schivo. E tal virtute ha questo nutrimento

che un sguardo sol me tien più giorni vivo, né per gran copia mai satio mi sento.

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363 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove