Skip to content
1463–1537

356

Antonio Tebaldeo

Qual è quel pronto ingegno e sì sagace che romper possa l'amoroso freno? Io, che ardendo venir mi sentia meno, fermato era fuggir chi me disface.

Ma quella ingrata a cui mia morte piace, mostrando di volerme il foco in seno spenger, con un bel vetro d'aqua pieno m'apparve, ond'io vi andai sperando pace.

Nulla d'humor gettò su il foco acceso, ma col bel lume più me infiammò il petto e restai come pesce a l'hamo preso. Mai più spenger la fiamma io non expetto:

ché, per haverme coi rimedii offeso, ogni rimedio mi serà sospetto.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
356 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove